Archivio della categoria: liquori

Linea Vintage Distilleria Quaglia

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L’Antica Distilleria Quaglia di Castelnuovo Don Bosco pratica da oltre un secolo la nobile arte della distillazione e della produzione di liquori.

L’attuale linea di pensiero viene portata a testa alta dal giovane Carlo che nel rispetto della tradizione e della genuinità, continua l’attività di una azienda che attraverso l’opera di quattro generazioni, costantemente si aggiorna e progredisce per soddisfare appieno le richieste della clientela offrendo un prodotto che racchiude in sè la qualità più pregiata.

Una dei loro progetti meglio riusciti degli ultimi anni è rappresentato dai liquori Vintage, che riprendono antiche e classiche ricette vestite elegantemente e pronte per essere utilizzate per degustazioni e miscelazioni.

Le trovate, ovviamente, sugli scaffali di Damarco

Paladin Agricanto

http://av.ru/Agricanto è il liquore più amato della collezione per il dopo-pasto Paladin: succoso, dolce e acidulo insieme, è armonioso come il canto della natura cui si ispira il suo nome.

E’ perfetto da solo e con cioccolato o su golosità al cucchiaio come la pannacotta e i tortini al cacao o gelati alle creme.

Agricanto mette insieme il vino raboso, uno dei grandi successi di Paladin, con la golosità del succo di ciliegie, mandorle, finissima grappa, piante officinali, spezie pregiate.

Il liquore Agricanto deriva da una tradizione veneta degli anni Quaranta di unire tra loro alcuni frutti della natura normalmente presenti nelle famiglie rurali.
Paladin ripropone questa ricetta tradizionale con le opportune modifiche, rendendo Agricanto un liquore che conquista.

  • Grado alcolico: 25% Volume
  • Temperatura di servizio: Servire ghiacciato
  • Formato bottiglia: 700 ml

Cedilla Liqueur de Açai

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Cedilla Liqueur de Açai è l’ultimo liquore prodotto da Maison Leblon, i creatori della Cachaça Leblon.

Ha una percentuale alcolica del 25%, un colore rosso violaceo ed è fatta di pura polpa certificata di bacche açai raccolte a mano nella regione di Sambazon. Le bacche açai ricordano i mirtilli e sono ricchi di antiossidanti, calcio, omega. Gilles Merlet, mastro distillatore Leblon, lascia macerare le bacche per un mese in Cachaça Leblon, aggiungendo alla fine radici di zenzero, bucce d’arancia brasiliana e zucchero di canna.

La nota principale è fruttosa con un accenno di cedro, cioccolato, arancia e zenzero sul finale. Grazie al suo basso tasso alcolico, può essere servito come aperitivo.

Solerno

Solerno è un liquore a base di arance rosse della varietà Sanguinello, distillato in piccole quantità in Sicilia da alambicchi di proprietà. Nella sua composizione confluiscono le migliori arance rosse, raccolte a mano al picco della loro breve stagione di maturazione, con l’aggiunta di limoni siciliani a donare ulteriore freschezza e aromaticità. Presentato ai top bartenders italiani, Solerno è già diventato uno spirit di culto, per la sua versatilità in mixology come ingrediente principale o come complemento profumato nei grandi classici.
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Star Ruby
1 oz Solerno
1 oz fresh blood orange juice
1 oz Lillet Rouge
1 oz Hendrick’s Gin
Shake ingredients with ice and fine strain into a chilled coupe glass.  Garnish with an orange twist.

Blood Orange Fizz
1 oz Solerno
1 oz Hendrick’s Gin
½  oz fresh blood orange juice
¾ oz fresh lemon juice
½ oz simple syrup
½ oz egg white
1 oz soda water
2 drops orange flower water
Dry shake all ingredients except soda.  Hard shake with ice and fine strain into a chilled fizz glass that already has the 1 oz of soda water in the bottom of the glass.  Garnish with 2 drops of orange flower water.

 

Assenzio Versinthe

Quanto ci piace!!!

Nel cuore della regione di Aix – en – Provence, nel sud della Francia, la Liquoristerie de Provence si è dedicata negli anni alla riscoperta e alla valorizzazione dei tradizionali aperitivi e liquori provenzali, nello spirito degli antichi mastri distillatori del luogo. Metodi, sensazioni e profumi di cui si era perso quasi il ricordo, e che il Liquorista della Casa, Marc Villacèque, ha riportato in auge per gli estimatori di tutto il mondo. 

Versinthe, il prodotto più rappresentativo della Liquoristerie de Provence, combina la freschezza amara delle piante di assenzio con la macerazione di più di venti erbe diverse. 
Tradizionalmente, i sottili aromi del prodotto vengono esaltati dall’aggiunta di acqua fresca – dalle sei alle dieci volte il suo volume – oppure liscio, come digestivo. 

Versinthe è commercializzato in Francia e nel resto del mondo, secondo una strategia distributiva che valorizza l’antica cultura dell’assenzio, tramite una scelta attentissima dei punti di vendita, un uso oculato dei raffinati materiali promozionali e una politica di comunicazione che sottolinea le specificità e le unicità del prodotto, oltre alla sua grande versatilità di impiego – nei cocktail, nella gastronomia, ecc. 
Versinthe è oggi considerato uno dei prodotti alcolici di migliore qualità al mondo. Numerosi sono i riconoscimenti già ottenuti in diversi Paesi: doppia medaglia d’oro a San Francisco, punteggio di 95/100 da parte della rivista “ Wine Enthusiast”, punteggio di 88/100 da parte della rivista “Tasting “,4stelle da parte della rivista “ Spirit Journal”, Alcolico dell’anno 2001 per la rivista “Wine Enthusiast”, Bevanda dell’anno 2001 per la rivista “Food & Wine”, gran menzione della rivista “La Revue du Vin de France”.


Alpestre



La storia di Alpestre cominciò in Francia, nell’Hermitage sul fiume Gier, nel 1857, quando Emanuele, un frate marista esperto conoscitore delle virtù terapeutiche delle erbe, preparò per la prima volta un distillato che doveva servire alla cura dei confratelli malati, e che riuniva in una sapiente formula le proprietà benefiche di 34 erbe aromatiche. Nacque un liquore prezioso, che divenne ben presto famoso al punto che il governo francese chiese di inviarlo ai soldati impegnati nelle colonie. All’inizio del XX secolo, a causa delle leggi anticlericali, i frati si trasferirono a Carmagnola, nei pressi di Torino, portandosi dietro arte e segreti officinali, che ancora si tramandano gelosamente di generazione in generazione.

Nella nuova sede la distilleria si sviluppò e il nome del prodotto venne definitivamente cambiato in Alpestre. Oggi come allora, esperti erboristi coltivano nei loro campi le 34 erbe aromatiche e medicamentose al fine di portarle alla giusta maturazione.

Dopo un’attenta raccolta e un sapiente dosaggio, le 34 erbe (timo, lavanda, angelica, finocchio, tanaceto, santonina, salvia, menta, melissa, issopo, camomilla, cedrina, canfora, per citarne solo alcune) vengono fatte macerare a lungo nell’alcool e quindi accuratamente distillate, favorendo il passaggio totale delle benefiche proprietà nel liquore finale: una distillazione senza alcuna aggiunta di zuccheri dà ad Alpestre il suo bel colore chiaro naturale.

Prima di essere imbottigliato, Alpestre viene lasciato invecchiare in botti di rovere di Slavonia: quattro anni di invecchiamento affinano e arricchiscono gusto e aroma, e danno alla sua chiara trasparenza la venatura ambrata che lo caratterizza.

Alpestre, dalle proprietà tonificanti e distensive, è un liquore prezioso, sempre amabile, sia come aperitivo sia come ponce, sia puro, come digestivo o nel caffè. Bevuto a piccole dosi sa infondere tutte le sue virtù benefiche, oggi come tanti anni fa.


Bénédictine

Il liquore Bénédictine è stato inventato per Alexandre Legrand, intorno al diciannovesimo secolo, da 27 spezie orientali e molte piante locali come la Angelica, l’Issopo, il Ginepro, la Mirra, lo Zafferano, il Macis, le foglie di Abeti, l’Aloe, l’Arnica, la Melissa, il Tè, il Timo, il Coriandolo, i Chiodo di garofano, il Limone, la Vaniglia, le scorze d’Arancia, il Miele e la Cannella.

Durante la rivoluzione francese venivano svuotati conventi e monasteri, e cosi si interruppe la fabbricazione del prodotto, perdendosi le ricette medicinale. Nel 1863, Alexandre Legrand, un industriale, dopo avere riscoperto le ricette medicinale in un vecchio documento, inventa il liquore in « élixir de santé » (elisir di salute), dopo battezzato « Bénédictine », prodotto in un palazzo-fabbrica di stile gotico e rinascimentale che fa costruire dall’architetto Camille Albert.

Il successo è immediato del Bénédictine, infatti la produzione raggiunge quasi 150.000 bottiglie all’anno, fin dal 1873, costringe il suo produttore a lottare contro le falsificazioni del suo prodotto. Per distinguerle ogni bottiglia di Bénédictine è fornita di un tappo che porta l’iscrizione: « Véritable Bénédictine » (Vero Bénédictine) tutto intorno, con sotto l’iniziale D.O.M. (Deo Optimo Maximo, dal latino: A dio, il più grande, il più forte), ed un’ampia legatura di piombo attorno al collare delle bottiglie con l’iscrizione: « Véritable – Bénédictine ».

La ricetta attuale è sempre tenuta segreta ed esistono tre copie tenute nascoste in tre posti diversi dal pianeta. La morbidità del prodotto finito richiede molti processi di distillazione e circa due anni d’invecchiamento.

Caffè Borghetti


Caffè Borghetti è molto più di un liquore. È un piacere dolce, morbido, aromatico, che nasce da un seducente abbraccio tra alcol e caffè. Il vero caffè espresso, ottenuto dalle migliori selezioni di Arabica e di Robusta, sapientemente dosate in enormi caffettiere.
Caffè Borghetti è pura tradizione perché nasce dagli stessi processi di lavorazione della ricetta originale del 1860. Un metodo che offre, da sempre, sapori raffinati e autentici.

Galliano


Il suo inventore Arturo Vaccari, liquorista di Livorno dopo aver lavorato nel commercio di liquori di importazione con il padre, ancora giovanissimo apre una sua distilleria e nel 1896 decide di creare qualcosa di nuovo.
Il 6 novembre 1896 fa assaggiare il suo liquore a degli esperti e autorità livornesi suscitando subito apprezzamenti grazie al suo gusto molto delicato.

La sua ricetta è un sapiente mix di ingredienti locali con erbe e piante come l’anice e la vaniglia, provenienti da altri paesi.
Il nome deriva dal famoso combattente il Maggiore Galliano (nella foto sopra), che proprio nel 1896 viene a mancare durante una battaglia, un autentico eroe italiano sacrificatosi per la patria!

Una bottiglia alta e slanciata, con molte sfaccettature che ricordano le colonne degli antichi templi romani, mentre per la scelta del color oro
fu un “portafortuna” agli emigranti italiani che si imbarcavano per la California, durante la corsa all’oro